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Resoconto Consigli comunali sul bilancio (23,26,28 febbraio)

19 marzo 2018

Pubblicato in: Gruppo PD Comune PR

Il “bilancio” è in realtà fatto da diversi documenti: il DUP (Documento Unico di Programmazione) - un corposo volume che racchiude un’analisi complessiva della città e l’elenco dei programmi e delle misure che il Comune intende portare avanti non solo per il 2018 ma anche nel triennio e che viene ogni anno aggiornato; il Bilancio di previsione vero e proprio e la sua Nota integrativa; il Piano industriale del Gruppo Comune di Parma (cioè le società partecipate); il documento con entrate e spese voci aggregate; il parere dei revisori; il piano degli indicatori. La discussione del bilancio 2018 in Consiglio è avvenuta in questo modo: il 23 febbraio c’è stata la presentazione da parte della Giunta (in realtà quasi in toto da parte dell’assessore Ferretti); il 26 c’è stata la presentazione e la discussione delle “mozioni” di modifica del bilancio (che non vanno a modificare testualmente il documento in approvazione ma chiedono cambiamenti in vista della prossima variazione o modifiche a programmi/progetti del DUP); il 28 febbraio le dichiarazioni di voto e il voto finale. Abbiamo presentato 10 mozioni di modifica (sommando PD, Parma Protagonista e Parma Unita). Le mozioni andavano presentate diversi giorni prima per il passaggio in commissione e tutte sono state ammesse all’esame del Consiglio. Chi si loda si imbroda… ma ci permettiamo di dire che dovendo affrontare per la prima volta un bilancio complesso, con pochissimi giorni di tempo per analizzarlo, crediamo di aver cercato di onorare il più possibile il ruolo a cui gli elettori ci hanno chiamato (naturalmente si può sempre migliorare!). Alcune nostre mozioni sono state approvate: di questo va dato atto al gruppo Effetto Parma; a nostro avviso, però, pure altre avrebbero potuto esserlo. La seduta più impegnativa e più vivace – dalle 15 a mezzanotte circa – è stata la seconda (26/02). Abbiamo presentato e discusso le 11 mozioni di modifica (le 10 “nostre” e 1 di Roberta Roberti; che, come noto, ha poi votato a favore del bilancio…). La Lega ha presentato 0 mozioni: nonostante abbia 4 consiglieri, si è praticamente disinteressata del bilancio comunale, salvo poi convocare roboanti conferenze stampa... Per semplificare un po’ questo resoconto, che rischierebbe di diventare lunghissimo, abbiamo pensato di fare così.
  • Sui contenuti e i numeri generali del bilancio rimandiamo alle diverse comunicazioni del Comune, riportate nel sito istituzionale (pur con considerazioni “di parte”) e in articoli sulla stampa locale. Un numero: il bilancio (complessivo) si attesta sui 645 milioni di euro.
  • Vi proponiamo in estrema (e brutale) sintesi i temi trattati nelle mozioni. Una sintesi che non dà conto, inevitabilmente, del confronto avvenuto e degli interventi di presentazione, con cui abbiamo cercato di dimostrare e motivare la validità e sostenibilità delle nostre proposte. Chi fosse interessato/a ad avere il testo integrale di una o più mozioni, non ha che da chiederlo!
  • Infine, riportiamo la dichiarazione di voto conclusiva da parte del nostro capogruppo Lorenzo Lavagetto, che è un po’ una sintesi complessiva della nostra posizione e degli aspetti negativi che abbiamo riscontrato in questo bilancio 2018.
Mozioni approvate: - Mozione per uno studio di fattibilità volto a verificare gli edifici comunali attualmente in disuso che possono essere recuperati per finalità sociali (persone con difficoltà abitative, associazioni, spazi per i quartieri, ecc). - Mozione per un maggiore impegno per il reperimento diretto di fondi europei, attualmente fermo allo 0,18%, (quindi in aggiunta ai grossi programmi – es. POR, FESR – a cui il Comune già partecipa tramite la rete statale e regionale), con più strette collaborazioni tra uffici del Comune e con realtà esterne (Università, Collegio Europeo, altri comuni, società private ecc.); - Mozione per un ulteriore impegno del Comune contro le ludopatie (ulteriore limitazione a 8 ore dell’orario delle “macchinette” e sensibilizzazione dei giovani). Mozioni respinte:
  • Mozione (considerato il contributo statale di oltre 1 milione a tal fine) per ridurre le rette degli asili nidi per le fasce più “alte” (che in realtà riguardano famiglie a reddito “normale”, non basso ma che nemmeno si possono definire “ricche”) e a ricalibrare i criteri di definizione delle fasce integrando il dato ISEE con altri elementi, più cogenti al contesto reale. Su questo tema e in genere sulla necessità di favorire le famiglie il nostro impegno in Commissione e in Consiglio c’è stato fin dall’inizio della consiliatura e continuerà, con proposte e momenti di confronto.
  • Mozione per ampliare l’esenzione IRPEF dagli attuali redditi fino a 10.000 euro annui ai redditi fino a 15.000 euro annui (vedi anche dichiarazione Lavagetto più sotto). L’assessore Ferretti si è detto disponibile ad approfondire il tema.
  • Mozione per un maggiore impegno del Comune sulla sicurezza, dando alla Polizia municipale maggiori compiti in tema di investigazione, contrasto allo spaccio e ai furti, ecc., come già avviene in altre città.
  • Mozione per un ampliamento e migliore coordinamento delle azioni del Comune nei confronti dei giovani, soprattutto i ragazzi e le ragazze preadolescenti, oggi spesso “abbandonati” dopo l’orario scolastico e quindi spesso a rischio di atti “devianti” da soli o in gruppo, con azioni coordinate con le scuole e gli altri soggetti e studi specifici dell’Università.
  • Mozione sulla creazione di un Ufficio progetti europei per aumentare il reperimento diretto di fondi UE.
  • Mozione per stabilire come tetto massimo del compenso all’artista del concerto di capodanno (nb: al quale vanno aggiunte le spese logistiche, sicurezza ecc), la metà di quanto attualmente previsto (da 150.000 a 75.000 euro).
  • Mozione per evitare l’uso delle piazze storiche, come piazza Garibaldi, per eventi e manifestazioni non consone alla storia e alle caratteristiche di tali luoghi.
2) Dichiarazione di voto finale del capogruppo, Lorenzo Lavagetto (seduta del 28/02): “Vorrei inizialmente ragionare sul ruolo dell’opposizione. Sottolineo che siamo stati opposizione di proposta. Abbiamo presentato dieci mozioni perché realmente ci interessa lo stato della città, e per sensibilizzare la maggioranza che già dalla campagna elettorale sa che in città tanti lamentano la mancanza di ascolto e le poche risposte ai problemi quotidiani.  Dal Comune la città si aspetta molto di più, indipendentemente dal risultato elettorale e dai traguardi prestigiosi. Non si può dimenticare il dato della così bassa partecipazione che ha coinvolto tutti quanti. Non si commetta l’errore di restare sordi ai problemi dei cittadini, o di pensare che il dibattito, anche in Consiglio comunale sia inutile o superfluo o che ciò che conta sia solo la pagina del giornale: la politica può ancora aspirare a una sua nobiltà? Io penso e spero di si. Diversamente temo che i populismi ci travolgeranno indistintamente. La situazione politica è figlia della situazione economica in città. Abbiamo ricordato lunedì alcuni dei problemi sociali, e il numero di persone che verrebbero coinvolte da un aumento dell’esenzione Irpef dicono molte cose sull’area dei bisogni. Più di 10.000 persone hanno redditi tra i 10 e i 15 mila euro e più di 30.000 mila sotto i dieci. E questa è una delle città più care d’ Italia. Ci sembra invece che l’impostazione sia quella per cui il Comune può fare fino ad un certo punto, raggiunto il quale, chi è dentro è dentro, gli altri devono fare da soli; e ci state dicendo che sarà sempre meno estesa la coperta nonostante non vi siano stati tagli governativi, anzi. Torno sulla resilienza (citata dal Sindaco), per dire che non può essere sempre una richiesta a carico della cittadinanza. Che occorre una flessibilità maggiore da parte del Comune anche nelle decisioni, nel sapere mettere in discussione scelte come le compartecipazioni o le rivoluzioni già decise ma mai condivise, annunciate per esigenze comunicative che poi restano magari nelle pieghe dei comunicati stampa. Questo bilancio che prevede uno stanziamento inferiore per la missione sociale, si caratterizza anche per le multe così elevate, che sono nuovi costi per i cittadini oltre a quelli già elencati, e per l’uso degli oneri di urbanizzazione da qui ai prossimi tre anni in modo crescente.  Ci si sta quindi rappresentando un cambio nella politica del comune.  Gli avanzi, milionari o meno, liberi o vincolati che fossero, delle passate annate erano comunque  frutto di una scelta politica di contenimento della spesa associata al massimo della pressione fiscale. Le tasse e i costi dei servizi così alti dovevano servire soprattutto a pagare debiti, così come a pagare i debiti dovevano servire le azioni Iren che saranno invece vendute per fare investimenti (che a volte restano sulla carta a lungo). Oggi invece il ricorso alle risorse straordinarie, ancorché piccolo, rappresenta l’inversione di tendenza: non bastano più i soldi delle tasse e dei servizi, che restano ai massimi. Servono anche i contributi straordinari, e anzi si annuncia una restrizione della coperta di segno che più che rivoluzionario, chiamerei “reazionario” nel senso del ritorno ai vecchi tempi, segno che quanto risparmiato negli anni è durato fino all’anno elettorale. È un Comune che si ritrae dalla sua principale missione se lascia i cittadini da soli con i loro problemi, un comune che valorizza alcuni aspetti di grande forza della parmigianità, ma ne tralascia altri che sono fondamentali per quella condivisione solidale di cui ci avete parlato. Non credo si possa risolvere la questione sicurezza senza politiche di inclusione, né tagliando fuori dai servizi sempre più persone. Alla lunga crescono solo le diseguaglianze. Le riqualificazioni, pagate dal governo, vanno bene, si vedono e speriamo si vedranno. Ma è dove non si vede che si annidano i problemi, lo abbiamo già ricordato varie volte quello che succede nel parcheggio della stazione, quello che ci racconta Caritas, ma è una realtà molto più estesa che oggi si definisce area della fragilità, che non diminuisce.  Non credo si possa affrontare il problema dei giovani senza un serio investimento sulle politiche giovanili, che lo dico, sono evidentemente insufficienti: a Parma costa tutto e l’offerta di alternative per la giovane età è bassa. Mi piace che il dibattito su questi temi sia stato introdotto dalla nostra minoranza. Mi dispiace che su questi temi ci sia stata una chiusura. Ci hanno chiesto cosa avremmo fatto noi. A parti invertite.  Non abbiamo i dati esplosi delle singole voci, quindi non è possibile al di là dei tempi di consegna dei documenti, dare indicazioni che non siano solo politiche. Ma penso che sulla lotta agli sprechi si possano fare passi in avanti. Nel comune ci sono professionalità mentre i dati sui costi delle consulenze esterne sono elevatissimi. Lotta all’evasione. Miglioramento dei controlli, sulle attività delle partecipate, basate, in modo forse eccessivo, su rapporti fiduciari; e non torno sulle vicende di questa estate. Per questo chiediamo un incremento della trasparenza. Incremento della progettazione sui bandi europei. Ritorno al contenimento della spesa per non colpire nuovamente le fasce deboli.  Il nostro voto  sarà contrario.”


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