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Resoconto consiglio comunale 9 aprile 2018

17 aprile 2018

Pubblicato in: Gruppo PD Comune PR

Il consiglio del 9 aprile è stato lungo e intenso, iniziato alle 15 e finito circa alle 23. Numerosi i provvedimenti all’ordine del giorno, ma certamente quello che ha suscitato maggiore dibattito e risonanza è stato la delibera sul Regolamento per il Reddito di solidarietà comunale (nuovo titolo, assegnato su nostro emendamento). Come molti sanno, pur riscontrando diversi limiti sui quali continueremo a lavorare, che ci hanno portato, come gruppo PD (grazie a un grosso lavoro di Lorenzo e Daria), a presentare 6 emendamenti (che la maggioranza, pur non votando, salvo uno, ha dichiarato di volere tenere presente) e a depositare 3 mozioni di indirizzo  che verranno affrontate nei prossimi tempi, abbiamo deciso di assumerci la responsabilità di votare a favore. Crediamo di aver interpretato il nostro ruolo di rappresentanti di una forza di centrosinistra, per la quale tutto ciò che va nella direzione di aiutare le fasce più deboli è comunque da considerarsi positivo e di non aver mancato alla nostra funzione di opposizione, che continua su tanti altri temi. Abbiamo sempre detto che saremmo stati un’opposizione rigorosa ma anche costruttiva sui temi di interesse dei cittadini. Per semplificare questo resoconto, diamo subito notizia della nostra interrogazione e delle delibere e mozioni approvate e poi riportiamo la dichiarazione del capogruppo Lavagetto (condivisa da tutti e tre) all’indomani del voto sul Reddito di solidarietà che riassume in sostanza anche quanto affermato nel corso del lungo dibattito; infine, in estrema sintesi, le proposte che abbiamo presentato. L’interrogazione (Campanini) riguardava la chiusura, ai primi di marzo, della porta nord della Cittadella (di cui non si sono molto capite le cause) e la situazione del ripristino dell’ex ostello, i cui lavori si sono allungati e per cui sono stati ridipinti o rifatti più volte i rivestimenti esterni. L’Assessore Alinovi ha risposto che non ci sono particolari problemi alla struttura e che la chiusura era stata decisa per le cattive condizioni del fondo dopo il maltempo. Sull’ex ostello, ha ammesso che la ditta è stata richiamata per alcune inadempienze ma che i lavori proseguiranno. Speriamo… ma chi passa di lì, dia un occhio e ci segnali eventuali nuovi problemi! Della Cittadella torneremo comunque a parlare, visto che sono previsti concerti estivi… Abbiamo votato in modo favorevole (così come altri gruppi di opposizione): al Regolamento sul garante dei diritti delle persone private della libertà personale (figura che già esiste da alcuni anni nel comune di Parma, in via sperimentale, ma che non era stata ancora definita in un regolamento; la nomina del nuovo garante verrà decisa dal Consiglio comunale); alle modifiche formali statutarie di Forma Futuro s.rl.; all’acquisizione a titolo gratuito di azioni del CEPIM di cui il Comune di Reggio Emilia intende liberarsi; alla mozione (firmata dalle consigliere Rainieri, Jacopozzi, Roberti) sull’uso del linguaggio di genere negli atti del Comune di Parma; alla mozione della cons. Roberti (mutuata da un testo proposto a tutti i comuni da Tomaso Montanari) “dieci proposte di politica culturale”. Ci siamo invece astenuti su un debito fuori bilancio di circa 41.000 euro relativo a un contenzioso con l’impresa esecutrice del Centro Polisportivo Ercole Negri (Campus) (un intervento del 2007). Su tutti questi argomenti siamo come sempre disponibili a ulteriori chiarimenti per chi lo desidera. Tornando alla delibera sul Reddito di solidarietà comunale, riportiamo la dichiarazione di Lavagetto, condivisa da Jacopozzi e Campanini, e una sintesi delle proposte del gruppo PD: “I dati INPS di qualche settimana fa attestano che circa la metà degli italiani dichiara redditi inferiori a 15.000 euro, e sappiamo che le persone che si trovano nella condizione reddituale tra gli zero e i 10.000 euro annui sono a Parma circa 30.000. Poiché il problema delle povertà è serio, negli ultimi anni il governo Pd e l’amministrazione regionale ER- Pd hanno introdotto misure per il contrasto alla povertà note come “reddito di inclusione” e “reddito di solidarietà” (REI e RES), rivolte a persone che hanno parametri di povertà assoluta (Isee inferiore a 6000) con l’idea di collegare le erogazioni a progetti sociali e di inserimento lavorativo (cosa che, oltre agli importi individuali, si distingue dalla proposta 5stelle). Il regolamento approvato in Comune va nella direzione già indicata dal Pd attraverso RES e del REI, cui il reddito comunale si integrerà. Aggiungo che il reggente del partito cui risulto iscritto, Maurizio Martina, ha dichiarato proprio ieri che una delle prime cosa da fare in Italia è l’estensione del reddito di inclusione vedi sotto. A Parma, Città che ha una tradizione nel campo del welfare, da molto tempo si utilizzano strumenti analoghi. Nel 2016, cioè prima del RES e del REI, era stato il turno del “minimo garantito”, una cosa molto simile, ovvero erogazioni (annuali) su progetto sociale per l’inserimento di persone che si trovano in condizione di povertà (ISEE sotto 6000), il tutto in base a parametri d’accesso, tabelle, e limiti massimi di erogazione rimasti pressoché invariati. Cosa cambia oggi? Poco. Aumenta però la platea degli aventi diritto, grazie alla integrazione tra fondi statali, regionali (che prima non c’erano) e quelli comunali. Bene, anche se le risorse restano poche. E’ opportuno ricordare che il Regolamento del 2016, quello che erogava il “minimo garantito” cioè di fatto qualcosa di molto simile, fu approvato dalla maggioranza e da tutta l'opposizione(delibera C.C. 14/2016). Il regolamento non è perfetto: volevamo e vogliamo migliorarlo nei limiti del possibile e abbiamo posto numerose questioni. Il cambio del nome su nostro emendamento può sembrare una cosa piccola ma non la è, perché ha chiarito in modo inequivocabile che si tratterà di un intervento non di tipo assistenziale, ma integrato in un progetto per la persona, con valutazione preventiva (il che affronta anche gli aspetti più delicati legati alla residenza perché l’erogazione non è automatica non essendo “garantita”). Abbiamo fatto altri emendamenti, respinti, su questioni organizzative, e proposto scelte diverse nella organizzazione del personale. Dopodiché potevamo astenerci, lavarcene le mani e uscire con un comunicato stampa. Facilissimo. Ma stiamo parlando di povertà e allora io, Daria e Sandro, preferiamo, con il rischio di sbagliare ed accettando le critiche (civili), impegnarci per ciò che ci pare il meglio possibile nella situazione data. Ovvero che siamo in minoranza, che il problema povertà esiste e che è meglio comunque fare un passo in avanti. Avremmo voluto di più o avremmo fatto altro, ma purtroppo non abbiamo noi la maggioranza… 
Abbiamo votato secondo coscienza in coerenza con le ragioni di cui sopra e con lo stesso metodo abbiamo votato contro tante altre volte su altri provvedimenti. 
Avremo sicuramente modo di spiegare ulteriormente di cosa si tratta. Intanto, porteremo avanti le proposte che abbiamo presentato e altre che potranno venire dal confronto con iscritti e simpatizzanti del PD e con la città". Le nostre proposte vertono sull’aumento dei fondi per gli adulti, che hanno ora meno risorse rispetto agli anziani (senza nulla togliere a questi); Poi aumentare la soglia per beneficiare del sgravio per ticket sanitari; Inoltre, vorremmo fosse tolto il 40% di diminuzione del contributo consumi per chi ha Res o Rei e una capacità maggiore di collaborare con il Gestore dei consumi per prevenire difficoltà di pagamenti. Abbiamo infine espresso preoccupazione sull’onere che avrà questa organizzazione sul personale e le assistenti sociali, che sono poche (e spesso non vengono sostituite  se in maternità, per esempio) e che invece dovranno occuparsi di questi progetti. E qui vediamo ampio spazio di proposta e miglioramento, per prima cosa investire sulle risorse che dovrebbero occuparsi delle povertà di tutti i tipi a Parma.


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