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Resoconto del Consiglio comunale del 27 maggio 2019

14 giugno 2019

Pubblicato in: Gruppo PD Comune PR

Nostre interrogazioni
Lavagetto e Campanini su sentenza del TAR di Parma e questione delle retrocessioni di terreni prima edificabili.  Il TAR è intervenuto sull'iter del Psc (Piano strutturale comunale) non ancora tornato in Consiglio per la sua definitiva approvazione nonostante siano trascorsi 11 mesi dalla delibera sulle controdeduzioni.  Qualcosa non va…? La vicenda dell'interrogazione è complessa: attraverso il Psc e il Poc del periodo Vignali, negli anni 2008/9 molte aree erano state rese edificabili attraverso accordi tra Comune e proprietari di aree (detti “accordi ex art. 18”): in estrema sintesi, i proprietari stipulavano l'accordo ottenendo l'edificabilità previo versamento al Comune di oneri peculiari, detti "della città pubblica e contributo perequazione", in aggiunta agli oneri di urbanizzazione da pagare al momento dell'attuazione. Tali oneri venivano corrisposti in questo modo: 25% "in contanti" alla sottoscrizione e 75% garantito da fidejussione, ossia pagabili successivamente. Molti proprietari non hanno dato attuazione agli art 18 ed i termini del Poc sono scaduti. Poichè quel piano Vignali era estremamente espansivo, l'amministrazione Pizzarotti  con il Psc 2018 ha retrocesso le aree degli accordi ex art 18 non attuati, riportandoli a terreno agricolo, e restituendo soltanto le fidejussioni e non i "soldi" versati. Tuttavia il TAR di Parma, con una sentenza di qualche settimana fa, ha censurato la decisione del Comune di non rimborsare il 25% della quota di danaro. Abbiamo quindi chiesto a quanto ammonterebbe il potenziale esborso del comune qualora il principio del TAR dovesse essere applicato alle aree retrocesse e l'assessore Alinovi ha dichiarato che si tratta di circa 2.600.000 euro. Situazioni che cambiano nelle previsioni del Psc attuale che quindi incidono sul suo iter? Staremo a vedere, al momento il piano non è ancora tornato in consiglio per l'approvazione.  Ovviamente noi condanniamo l’espansione edilizia propugnata dalle precedenti giunte di centrodestra e siamo per evitare consumo di suolo.  Ma le operazioni, anche quando hanno motivazioni condivisibili, vanno condotte con grande attenzione per evitare conseguenze sulle casse del Comune.

Campanini sull’ idea lanciata dal Sindaco, in un’intervista, di un’”installazione permanente” in occasione di Parma 2020. Volevamo sapere in che modo sarebbe stato scelto/a artista e soggetto (concorso di idee? Commissione di esperti?) se c’era un’idea sulla collocazione e sui costi. La risposta è stata piuttosto secca: scelta diretta, costo pagato dai privati, artista più o meno individuato ma per ora segreto, soggetto, collocazione ecc. segrete. Non ci scandalizza l’incarico diretto, ma non ci sarebbe stato nulla di male (anzi) né di umiliante per gli artisti o le artiste nell’aprire un concorso di idee da sottoporre a una commissione di esperti. E sarebbe sicuramente più bello e interessante che le forze culturali della città e la città stessa (Consiglio comunale compreso…) fossero partecipi di questa vicenda. Non ci resta che auspicare che venga fatta una scelta valida...

Nostre comunicazioni

Lavagetto sulle scorse elezioni europee e amministrative: il Partito democratico è in campo e si rivela sempre più la vera alternativa alla destra. E’ ora di prenderne atto e di lavorare in modo migliore per la città, perché solo così si toglie terreno da sotto i piedi del populismo.  

Delibere


Debito fuori bilancio via Pontasso
 
Dovuto a un'’annosa causa riguardante gli espropri a suo tempo eseguiti per il cavalcaferrovia  di via Pontasso sulla Parma-La Spezia al posto del passaggio a livello. La cifra finale non è piccola (250.000 euro)  ma inferiore a quella stabilita in prima istanza e rifiutata dai ricorrenti (362.000).  L’iter dell’ operazione,  che fa parte del piano di sostituzione dei passaggi a livello in convenzione con RFI,  era iniziato nel 2009. Ci siamo astenuti.

Variazione di bilancio/DUP (Documento Unico di Programmazione)

Si è parlato soprattutto di fondi reperiti per le piste ciclabili. L’assessora Benassi ha parlato di una nuova pista in viale Rustici e di altri interventi, già peraltro presentati in passato (via Spezia ad esempio). Puntare sulla ciclabilità del LungoParma (non limitandosi però solo a viale Rustici, che pure necessita urgentemente di maggiore sicurezza) è una prospettiva che avevamo, con altri, fatto presente: tale scelta induce a chiederci (ma non abbiamo conferme) se sia in corso un ripensamento sulla pista nell’ alveo del Parma…  Abbiamo chiesto maggiori “ricuciture” con le frazioni (es. Vicofertile e Marore) e manutenzioni, completamenti e messe in sicurezza delle piste esistenti (es. attraversamenti).   A bilancio anche 400.000 euro per la progettazione della nuova scuola tra via Zarotto e via Sidoli (ex area militare), per la quale abbiamo già chiesto (nostra mozione approvata in Consiglio) un coinvolgimento della popolazione.  Come tutti i voti sugli atti di bilancio (ogni volta si è chiamati a riapprovare l’intero DUP ), voto contrario.

Modifiche al regolamento sulla partecipazione (CCV e Consulta dei Popoli)
Abbiamo ribadito che i CCV non rappresentano uno strumento idoneo e davvero democratico (votati dal 2% della popolazione), quindi le variazioni proposte dalla maggioranza non cambiano la sostanza. Questo, al di là della buona volontà e dell’impegno, che vanno riconosciuti e apprezzati, di molte delle persone che vi partecipano. Tra le aggiunte proposte c’era la dichiarazione dei candidati ai CCV di antifascismo e antinazismo, rifiuto di violenza e sessismo ecc. Abbiamo espresso dubbi sul fatto che per un organismo del genere si chiedano dichiarazioni aggiuntive che non sono richieste nemmeno ai consiglieri comunali e ad altri incarichi; ma al di là di tale (fondata) perplessità giuridica non potevamo certo opporci al principio. Altre modifiche vanno a precisare ulteriormente i compiti di questi organismi, con un eccesso di formalismi sproporzionato rispetto a quanto nella realtà essi possono fare.

Discussione più ampia invece sulla Consulta dei Popoli, organismo che ha e potrebbe avere più potenzialità se ci fosse da parte dell’amministrazione una capacità di sostegno maggiore. La modifica più importante è stata l’abolizione del presidente della Consulta, di fatto rendendo il Consigliere Aggiunto (cioè il rappresentante della Consulta che partecipa al Consiglio comunale pur non potendo votare) il vero riferimento della Consulta stessa. Noi non siamo d’accordo  - indipendentemente dalla persona che svolge il ruolo di Consigliere Aggiunto -  e Jacopozzi ha presentato un emendamento in cui (visto che la maggioranza voleva abolire il Presidente) si istituiva almeno la figura del Segretario, in modo da mantenere comunque una certa stabilità organizzativa e una distinzione tra ruoli e di una Segreteria con parità di genere e  varietà di provenienze.

L’emendamento è stato però respinto. Abbiamo presentato altri emendamenti più di dettaglio, due passati (il voto segreto per l’elezione del consigliere aggiunto e un migliore senso compiuto al primo articolo). Bocciata in modo piuttosto superficiale la richiesta di una sede e di una minima dotazione tecnologica (un pc in rete e una stampante…).

In generale, la nostra valutazione è che ci debba essere un investimento diverso nei confronti della Consulta e che soprattutto si debba favorire non solo il rapporto tra le comunità di origine non italiana ma fra queste e il resto della città: è dalla frequentazione e conoscenza reciproca che passa l’integrazione e il superamento di pregiudizi. Voto contrario sulla delibera.


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