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Resoconto Consiglio comunale dell'11 novembre 2019

20 novembre 2019

Pubblicato in: Gruppo PD Comune PR

Nostre interrogazioni

Daria Jacopozzi, sul costo delle rette mensa (6,20 euro al giorno) per i bambini della scuola primaria del Comune di Parma, che risultano ridotte solo per le famiglie con un ISEE inferiore a 11.764  euro. Ha domandato se non sia possibile portare avanti una riflessione su una possibile riduzione delle quote almeno per le famiglie con ISEE inferiore a 20 mila euro. In particolare, oltre ad una revisione delle soglie ISEE per la tariffazione della mensa, la consigliera ha chiesto se non sia possibile una contrattazione con il gestore del servizio che porti la spesa massima ad un costo inferiore ai 5 euro a pasto nella prossima gara d’appalto.

Caterina Bonetti sulla situazione dei costi di affitto delle sale comunali in occasione delle celebrazioni dei matrimoni e unioni civili. “Considerato che la spesa per l’affitto della sala consiliare ammonta a 1000 euro (la palazzina ex Eridania dai 200 ai 300 euro e il ridotto del Regio 3.500 euro), mentre in gran parte delle città capoluogo della nostra regione le sale di rappresentanza comunali sono concesse in tali occasioni a uso gratuito e considerato che la celebrazione delle unioni rappresenta uno dei più importanti riti civili e laici che un Comune possa officiare, si chiede quali siano le ragioni che impediscono la fruizione gratuita o a titolo meno oneroso e se non sia possibile modificare il tariffario adeguandosi alle altre città della regione”. L’assessore Bosi ha risposto che le scelte sono state amministrative e non ci sono altre ragioni, che è allo studio un bando per fare delle convenzioni con strutture per le celebrazioni private. La consigliera ha ribadito la necessità di garantire a tutti i cittadini di Parma, indipendentemente dal reddito, l’accessibilità alle sale di rappresentanza comunali in occasione dei matrimoni.

Sandro Campanini ha sollecitato l'amministrazione a provvedere all' illuminazione dell'anello basso della Cittadella, almeno in via provvisoria in attesa della sistemazione generale del parco. Sono infatti molti i cittadini che frequentano la Cittadella nel tardo pomeriggio, quando ormai è buio, e altri che vorrebbero ma rinunciano perché non si sentono sicuri. L'assessore Alinovi ha risposto che alcuni punti di illuminazione verranno aggiunti nelle zone di ingresso entro novembre, in attesa della riqualificazione complessiva.

Nostre comunicazioni  

Sandro Campanini ha sottolineato i disagi causati dalle modifiche alla viabilità per le partite del Parma in giornate infrasettimanali (si veda Parma-Verona del 29/10 alle 19). Occorre fare pesare in ogni sede decisionale, nella composizione dei calendari, il fatto che la città ha lo stadio in zona centrale.  

Daria Jacopozzi ha avanzato la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre in seguito ai fatti di odio testimoniati dalla cronaca nelle scorse settimane. Ha proposto però che, in primis, si costruisca una mozione condivisa che preveda l’impegno degli eletti nei confronti del rispetto reciproco e della lotta all’odio nel dibattito politico e sociale attuale.  

Caterina Bonetti “Da tempo, in questa sede, abbiamo segnalato le difficoltà cui stanno andando incontro, dal punto di vista economico, molte famiglie di Parma. A fronte di un percepibile benessere in città e del fatto che l’Emilia Romagna si attesta al terzo posto fra le regioni italiane nella classifica delle meno povere, a Parma esiste un problema sfratti che risulta strutturale e non solo emergenziale. Sono 11.000 le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà relativa secondo i dati della Caritas e le nuove solitudini sono in aumento, considerato che, secondo i dati istat all’ultimo censimento, le famiglie senza nuclei e unipersonali in città superavano le 33 mila.  
Diversi sono stati gli interventi a favore delle nuove povertà: dall’inaugurazione lo scorso anno della nuova sede di Emporio solidale, alle iniziative di sostegno al reddito a quelle di tutela sociale (presso la mensa della Caritas sono state indirizzate un numero crescente di persone rispetto al 2017). Tuttavia non possiamo nasconderci che sono sempre di più le pensioni di basso importo erogate, che l’indice di occupazione, locale tanto quanto nazionale, è calcolato su una stima per la quale risulta occupato chi  (Istat) ha svolto almeno un’ora di qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura, ha svolto almeno un'ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collabora abitualmente. Questo non implica assolutamente una situazione di sostenibilità economica personale. Una città sana deve farsi carico della sua comunità senza lasciare nessuno indietro. Questo significa che, da un punto di vista non solo economico, ma culturale, di relazione e soprattutto di reti che un’amministrazione può attivare e favorire, è necessario fare un ulteriore passo avanti, per evitare di trasformarci in una realtà sempre meno aggregata e inclusiva e per cercare di creare le condizioni per un maggior senso di sicurezza (o meglio sicurezze) per la popolazione di Parma”.  

Lorenzo Lavagetto sui collegamenti Alta Velocità ferroviaria.  

Evidentemente l’interconnessione si può usare: l’alta velocità adesso arriva anche a Parma e i nostri treni vanno a Milano in tempi competitivi. Esattamente come diciamo in perfetta solitudine  da anni.  

Negli ultimi venti anni la città si è adagiata in un dibattito sullo scippo della stazione, dimenticandosi del fatto che Parma è attrezzata per andare sulla linea AV. Altrettanto gravemente dimenticandosi che gli accordi del 1997 non comprendevano solo l’interconnessione, ma tante altre cose come il raddoppio della linea pontremolese (660 miliardi di lire), il rifacimento della Parma Brescia, il trenino per le fiere, il ponte sull’Enza, e altre: gli unici quattrini che dal 98 in poi abbiamo visto arrivare sono stati quelli destinati alla tangenziale.  

Noi l’abbiamo sempre detto: l’interconnessione funziona ed è stata costruita per far transitare treni. I fatti di oggi dimostrano che su questo avevamo ragione noi.

E’ bene ricordare che in Commissione comunale, nemmeno un anno fa, ci fu detto che era inutile perder tempo a parlare di cose irrealizzabili, segno dell’inerzia tenuta dal comune su tutto il tema fino a pochi mesi fa. Ma qui la vicenda fa il paio con l’atteggiamento tenuto con la stazione in linea della AV: nel marzo 2017 questa amministrazione aveva bocciato una proposta dell’allora gruppo consiliare del PD, definendola impensabile in quanto troppo vicina alla medio padana e incompatibile con essa. Ci si è svegliati? Fa piacere, meglio tardi che mai. Se poi si ascoltasse anche solo il Presidente della Regione, forse si potrebbe lavorare anche per un treno verso Bologna.  

Infine due cose: Primo: tutto questo va consolidato: sarebbe veramente una beffa che, dopo questo calvario, i treni venissero tolti in futuro e l’amministrazione insieme a chiunque di Parma deve attrezzarsi in tutti i modi perché questo non avvenga mai. Secondo: si lavori per portare a  casa tutto il risultato, non basta una parte. Se davvero c’è questo nuovo grande impegno del Comune siamo lieti di apprezzarlo. Ma non si perda tempo buttando la palla in avanti, visto che la stazione potrebbe arrivare solo tra anni. Oggi la città si merita davvero di avere i treni AV adesso nella stazione esistente e in futuro quella in linea. Noi siamo pronti a fare la nostra parte: speriamo che l’amministrazione condivida e si adoperi davvero. Per questo abbiamo presentato una mozione per non far cadere l’attenzione su un tema che giudichiamo fondamentale. Delibera Area “ex Boschi” (a nord della stazione)  

La delibera riprogramma la sistemazione dell’area ex Boschi (la grande area “vuota” a nord della stazione), che da tempo versa in situazione di abbandono e di degrado. Dopo il fallimento delle faraoniche e assurde previsioni di espansione edilizia del 2002 (la questione si trascina da allora!) e dopo le complesse e amare vicissitudini finanziarie che hanno poi coinvolto la partecipata STU Stazione (che  non possiamo qui riassumere), si è arrivati a prevedere un’ urbanizzazione di base dell’area in quanto ciò la rende vendibile per futuri insediamenti costruttivi, consentendo di ripianare i debiti. Tutto ciò nel momento in cui verrà stipulato un nuovo accordo di programma (di cui la delibera rappresenta il primo passo da parte del Comune), che dovrà essere sottoscritto anche da Regione e Provincia. Se da un lato è positivo che l’area venga in qualche modo sistemata, come tante volte abbiamo sollecitato anche a nome dei cittadini di San Leonardo, ci siamo trovati a doverci esprimere su una vicenda durata fino ad ora ben 17 anni, figlia di una visione urbanistica e gestionale non condivisa dai nostri colleghi di centrosinistra del passato. Capiamo – e l’abbiamo detto in dibattito - che la passata e attuale amministrazione si sono dovute misurare con una situazione pregressa difficile da districare, ma non potevamo avallare - senza aver mai avuto la possibilità, nelle varie stagioni di opposizione del passato, di imprimere altre soluzioni - l’ennesima, seppur per ora potenziale, espansione edificatoria;  tra l’altro in un’area già densamente costruita. Il nostro “sogno” era e rimane una grande area verde attrezzata o anche una piazza alberata, a disposizione del quartiere e della città.  Il nostro voto è stato perciò di astensione, senza polemiche e senza ostilità, in coerenza con la linea seguita dai nostri predecessori in Consiglio.  

Il presente testo è redatto col contributo di Caterina Bonetti e Sandro Campanini.


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