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Resoconto Consiglio comunale del 6 aprile 2020

22 aprile 2020

Pubblicato in: Gruppo PD Comune PR

Care amiche ed amici,  nell’ultimo Consiglio – svoltosi in collegamento audio-video a distanza -  sono state approvate alcune delibere ma soprattutto vi è stato un ampio dibattito – come da noi richiesto nella Conferenza dei Capigruppo  - sull’emergenza corona virus a Parma. L’intera seduta, per chi fosse interessato/a  è on line nel sito del Comune. Riportiamo qui gli appunti dei nostri quattro interventi (gruppo PD), scusandoci per la lunghezza – ma si tratta, come evidente, di un frangente molto particolare.


LORENZO LAVAGETTO

C’è un nesso di causalità tra sistema economico produttivo, globalizzazione, e diffusione del virus il cui punto di partenza sta negli effetti dell’industrializzazione del ciclo alimentare (in Cina). Ma hanno pesato sulla situazione anche i tagli ai sistemi sanitari pubblici che ne sono stati particolarmente colpiti. La cura primaria e i servizi di urgenza erano già saturi e con gravi carenze di risorse prima dell’arrivo del coronavirus: sarebbe un errore pensare di poter ripartire attraverso una semplice  “restaurazione” intatta della struttura stessa della catastrofe. 
I problemi sono internazionali, ma questa crisi ha chiarito anche a Parma che il diritto alla salute dei cittadini viene prima delle esigenze della produttività. Il contesto regionale si è difeso bene, ma emerge comunque la necessità di rafforzare dotazioni sanitarie pubbliche, capaci di accogliere e curare tutti. Convocare con frequenza la conferenza territoriale della quale il Sindaco di Parma è presidente è stata per anni una nostra richiesta. La sanità pubblica ha dimostrato in questi giorni drammatici la sua assoluta importanza, preminenza ed irrinunciabilità e alla stessa ovviamente va un grande ringraziamento da parte nostra. Ringrazio anche la dottoressa Saccenti per la grande professionalità dimostrata e chiedo al sindaco di riferire. 
Dovremo pensare anche a un potenziamento dei servizi sociali, perché le esigenze cresceranno insieme all’aumento della popolazione anziana e ai nuovi bisogni. Ce lo raccontano la vicenda dei Saveriani, le voci dei familiari e degli operatori delle Cra cui ancora non è stata garantita sicurezza assoluta. Sono temi fondamentali cui pensare anche ora.
Priorità al lavoro e al reddito: quel che si sta facendo con le misure di integrazione vale per l’emergenza, ma si devono sostenere l’occupazione e imprese. La semplificazione delle procedure è prioritaria. 
Un nuovo bilancio per una nuova città, per ripartire, che metta al centro le risorse per i cittadini e per gli operatori economici in difficoltà. Investimenti in infrastrutture compatibili, e sulla mobilità e trasporti pubblici, risolvendo le criticità anche psicologiche da assembramento di persone ma anche tenendo conto dei nuovi stili di vita che il lavoro domestico ha mostrato possibili -  in questo senso bene la notizia che il governo ha stanziato per Parma 8 milioni di euro per nuovi mezzi green. 
Rifiuti: in un contesto in cui Iren ha ci ha versato 3,8 milioni di euro di dividendi per un utile netto di 236 milioni: possibile che i costi a carico dei cittadini non possano mai essere ridotti? Serve una garanzia da parte di Iren che non taglierà le utenze a quanti non dovessero farcela. Eliminare le spese superflue. Secondo l’assessore Casa perderemo quasi tutta la tassa di soggiorno che era prevista per un importo pari a ‪1.850.000 euro: eppure il programma della 1000 miglia è stato confermato, abbiamo già incassato i ‪132.000 euro dalla società organizzatrice, cui il comune dovrebbe affiancare 60,000 euro comunali. Ha ancora senso (potrebbe; è una domanda priva di retorica)? Hanno ancora senso ‪200.000 euro per la realizzazione degli eventi come settembre gastronomico e cena dei mille? il contratto da circa ‪200.000 euro per dotare i vigili dell'auto tecnologica per fare multe in strada? 
Parma 2020: mi si lasci dire che ho trovato inopportuna tutta l’attenzione che si è dedicato al tema “prolungamento” mentre in città succedevano cose strazianti. Questione di priorità ma anche di sensibilità, di sintonia con la realtà. E’ tempo che si rendano pubblici gli impegni economici di un programma che aveva a budget 3.8 milioni di euro, di cui non sono mai stati discussi i termini in sede comunale: ci sono ancora soldi? Vanno condivise le priorità. Sarebbe una vittoria per Parma mantenere lo stesso livello di offerta e difendere l’occupazione di settore. 
Infine due annotazioni: il sindaco ha scelto una strategia di comunicazione che ci porta quotidianamente a sentire cittadini ed operatori economici che ne lamentano l’assenza. Altri sindaci di comune capoluogo hanno deciso di comunicare quotidianamente la situazione nel dettaglio e le strategie. É capitato però che il commissario Venturi intervenisse insieme al Sindaco di Reggio indicando Reggio, che fa 600 tamponi a giorno da qualche tempo, come il modello da seguire: ha anche detto di avere proposto agli altri territori lo stesso sistema. Cosa si è pensato a Parma? Inoltre, Piacenza ha innestato misure di contenimento più aggressive di quelle di Parma ma si è deciso di non estenderle al nostro territorio, per ragioni che, a causa di quella dinamica comunicativa, non conosciamo, pur sapendo che se n'è discusso. 
Credo sia giusto spiegare le scelte alla città. La coesione sociale è un obiettivo indispensabile, e occorre che il Comune sia guida indipendente e presente per tutti i cittadini. 
Su un orizzonte come questo siamo disponibili a ragionare.


DARIA JACOPOZZI

C’è una situazione di difficoltà oggettiva vissuta dalla RSA e dagli operatori sanitari, lasciati senza presidi necessari alla enorme promiscuità dei rapporti fisici con i malati e lasciati senza tamponi e quindi prevenzione. Sottolineo l'appello del sindacato  USB   degli OSS che chiede la presenza di infermiere di notte alle Tamerici per seguire le urgenze e i ricoveri  di malati e covid anche gravi purtroppo presenti. 
Su queste questioni non ho finora avuto nessuna risposta né dall'assessore Rossi né dal Sindaco. Ho fatto presente che la circolazione di persone in strade come Via Farini è percepita dai cittadini residenti in zona troppo numerosa e senza adeguati controlli. Purtroppo l'assenza della Assessora alla scuola (che ha fatto brevissimo intervento e poi è uscita dal consiglio alle 18) mi ha impedito di intervenire su alcuni argomenti che mi stavano a cuore e che ho affrontato poi in commissione la settimana dopo: necessità di mantenere, per le scuole materne, un rapporto diretto maestra bambini con telefonate WA molto utili nel primo periodo. Ora il comune sta proponendo un sito comune per tutti, utile per la lettura di favole e giochi, ma poco personale e quindi psicologicamente più "freddo" per i bambini e le famiglie. Considerare che ci sono famiglie che non accedono facilmente al sito e con contatti personali con le maestre mantengono vivo sia il rapporto che l'entusiasmo educativo (non sempre facile dopo tanto tempo in casa e magari in condizioni di limiti oggettivi). Inoltre in  commissione ho ribadito la necessità di attivare gli educatori delle cooperative per i ragazzi disabili delle scuole, che con una adeguata e veloce riprogettazione del proprio ruolo ex art.48 del Dcpm 17 marzo, potrebbero anche da remoto continuare a stare vicino ai propri ragazzi e alle loro famiglie. L'Assessora ha dichiarato che il giorno dopo sarebbe andata dai presidi a parlarne, noi abbiamo chiesto che tale percorso sia burocraticamente il più alleggerito possibile, perchè il rischio è di arrivare molto tardi alla operatività. Sappiamo che ha proposto il 50% dell'orario di lavoro del personale, con obiettivo evidente di fare  risparmiare il comune e creando molti problemi alle cooperative e al personale stesso (che con il fondo integrativo speciale prende il 75% dello stipendio...)

CATERINA BONETTI

Situazione aiuti alle famiglie. Parma ha reagito alla crisi mettendo in campo volontari e risorse, mala mancanza di una cabina di regia comunale ha portato spesso ad una sovrapposizione di interventi (alcune famiglie hanno ricevuto doppia “dose” di aiuti, altre nessuno) Su questo non sembra che il Comune abbia intenzione di apportare modifiche sostanziali allo status quo. Quindi, commento, ogni associazione fa per sé.
Questione lavoro.  Considerato che la famosa fase 2 va preparata ora e non se e quando verrà data comunicazione dal Governo e che il tema più corposo sarà quello dell’occupazione e della sopravvivenza di commercianti, piccole imprese, partite iva etc. ho chiesto alla Giunta se avevano idea e/o stavano raccogliendo dati su disoccupati, persone che hanno fatto domanda di aiuti nazionali e locali, imprese che hanno attivato la cassa integrazione per fare un primo quadro.
La risposta è stata che è presto e che comunque i dati li devono elaborare altri. In sostanza l’intervento (così come quello del capogruppo Lavagetto) è stato giudicato troppo “di massima” e – cito – riguardante temi generali da campagna elettorale. Se ne parlerà secondo il sindaco nel 2022 (seconda parte del video per i curiosi). Peccato per i lavoratori che hanno perso oggi il posto di lavoro in sintesi.
Situazione servizi sociali. Ho chiesto come mai sia stata fatta la scelta di utilizzare un sistema complesso e di molteplici passaggi in carico ai servizi sociali per l’erogazione del buono spesa del governo. Questo rallenterà l’erogazione, senza contare l’aumento di carico di servizi già impegnati
a gestire l’ordinario e lo straordinario di questa crisi. L’assessore Rossi ha precisato il numero di domande arrivate a ieri (oltre 2500 - dato in seguito ulteriormente cresciuto) e a questo punto si renderà necessario uno stop alle risposte  telefoniche per smaltire le pratiche. Ho suggerito la possibilità di attivare, per l’assistenza in remoto, linee di call center che aiutassero nella compilazione e con i maggiori dubbi degli utenti.
Non è stato recepito.
In ultimo la questione “Parma capitale della cultura”. Dato l’attuale stato di crisi ho chiesto se non fosse opportuno, ovviamente fatto salvo il pagamento degli impegni di spesa già sottoscritti, valutare un cambio di destinazione degli stanziamenti in favore delle realtà territoriali colpite dalla crisi del settore per permettere il mantenimento di teatri, festival, rassegne, eventi musicali già 
patrimonio della città. Su questo è stato detto che sono in corso valutazioni, ma – allo stato attuale noi consiglieri non siamo stati messi a conoscenza di dati concreti di budget e spese già destinate.


SANDRO CAMPANINI

Come avevo già detto nel consiglio del 9 marzo, la situazione di Parma andava e va affrontata avendo ben presente che si tratta della seconda provincia della regione più colpita da decessi dopo Piacenza e quindi con una determinazione all’altezza della situazione. Se era inevitabile che all’inizio ci fosse la priorità dell’organizzazione ospedaliera – per la quale sia a Parma che negli ospedali della provincia si sono fatti miracoli – nondimeno c’era e c’è tuttora da intervenire “a monte” , cioè prima che i casi di positività diventino gravi e necessitino di ricovero. Non ripeto quindi quanto detto dai colleghi sulle case per anziani e la prevenzione domiciliare.
Il Codice della  protezione civile assegna ai Comuni un ruolo del tutto centrale nella gestione delle emergenze: non un soggetto fra gli altri, ma il vero snodo operativo. Questo deve valere sia sul piano della gestione che della comunicazione, che deve essere costante e il più possibile completa su tutti gli aspetti che interessano i cittadini.
Non mi dilungo sull’opportunità o meno che Parma fosse dichiarata zona rossa, ma quel che è certo è che la pericolosità del virus qui si è dimostrata altissima e quindi occorrono tutte le misure di precauzione necessarie, senza calcoli di altro tipo.
Occorre poi pensare a sgravi per le famiglie, oltre che per le imprese, negozi, autonomi ecc.: rinviare i pagamenti di Tari ecc. va bene, ma può non essere sufficiente se le persone sono in difficoltà economiche: occorre valutare una sospensione definitiva almeno per un determinato periodo.
Occorre uno sforzo corale per affrontare i problemi ma anche le opportunità, che veda assieme l’amministrazione, il consiglio, le forze economiche, sociali, culturali  della città. Anche Parma 2020/21, se  confermata, andrà ripensata completamente e per questo è necessario una ragionamento con tutta la città.
Alcune famiglie hanno chiesto di poter avere uno sconto sul prossimo abbonamento annuale TEP per i mesi di mancato utilizzo.
Per far fronte alle spese che saranno necessarie, oltre ai finanziamenti statali e regionali, è opportuno studiare la possibilità di emettere buoni comunali (BOC) che vadano a finanziare investimenti di natura sociosanitaria e/o socioassistenziale.


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