Caro Presidente del Consiglio,
vedo che con grande volontà e impegno sta cercando di costruire le basi per la rinascita di questo paese. O meglio per evitare che affondi definitivamente.
Leggo sul giornale che una delle preoccupazioni sue e del suo governo è la disoccupazione giovanile. Presidente, a essere disoccupati o precari non sono solo i giovani: se creerete agevolazioni per l'assunzione di giovani avrete creato un sistema di concorrenza sleale tra chi è senza lavoro e senza i requisiti anagrafici e chi invece è senza lavoro e dotato dei requisiti anagrafici. Condannerete così un numero sempre crescente di persone a vivere ai margini della società, sprecherete competenze, esperienze e capacità che solo per un dato anagrafico vengono scartate e praticamente espulse dal mercato del lavoro di un paese in crisi, in una competizione che non è libera ma viziata da regole penalizzanti per una parte di cittadini che ha la sola sventura di non essere più giovane.
Caro presidente, mi rivolgo a lei perché ho posto il tema in ogni occasione possibile, pubblica e privata, l'ho scritto e urlato, ma non ho mai trovato ascolto. Eppure siamo in tanti, siamo in tanti ad aver creduto in questo paese dedicandogli gli anni migliori a studiare, a formarci, abbiamo iniziato a lavorare accettando contratti precari, non ce ne siamo andati. E ora, ora che dalla crisi siamo stati massacrati, ci vediamo definitivamente dimenticati. Anche da chi, come lei, non è poi così più vecchio di noi, lei che conosce bene questo paese e da sempre si spende per renderlo migliore. Presidente Letta, non faccia l'errore di creare una nuova enorme frattura, non alimenti una ulteriore guerra tra poveri.
Con stima e disperazione
Elena Antonetti, 40 anni
Precaria nell'editoria da tre anni, laurea e dottorato di ricerca e anni di precariato universitario alle spalle.