DECRETO MONTAGNA, BERNARDI (PD): «COLPITO ANCHE L'APPENNINO PARMENSE. UNA SCELTA POLITICA CHE PENALIZZA I NOSTRI TERRITORI»
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo sulla nuova classificazione dei Comuni montani, il Governo Meloni ha scelto di andare fino in fondo, ignorando i mesi di richieste di confronto arrivate dai sindaci e dagli amministratori locali di ogni schieramento. Non si tratta di un passaggio tecnico: è una precisa scelta politica, con un nome e dei responsabili.
La legge sulla montagna, voluta dal ministro leghista Roberto Calderoli e approvata dall'intera maggioranza di centrodestra – Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati –, riduce da oltre 4mila a poco più di 3.700 i Comuni riconosciuti come montani. A pagarne il prezzo è soprattutto la dorsale appenninica, perché i nuovi criteri guardano solo all'altitudine e alla pendenza, e cancellano con un tratto di penna la storia, le fragilità e i bisogni reali di questi territori.
Il conto arriva anche in provincia di Parma. Il nostro Appennino e la nostra collina non sono numeri su un registro: perdere lo status di Comune montano significa perdere risorse del Fondo nazionale per la montagna, agevolazioni fiscali e contributive per famiglie e imprese, esenzioni per l'agricoltura, deroghe fondamentali per tenere aperte le scuole e incentivi per i servizi sanitari. Significa indebolire chi ogni giorno presidia questi luoghi, a partire dalle aziende agricole.
E mentre il Governo si riempie la bocca di slogan sulla valorizzazione delle aree interne, non mette un euro in più: le risorse restano ferme e vengono soltanto ridistribuite su un numero minore di Comuni, mettendo i territori l'uno contro l'altro: l'Appennino contro le Alpi, il crinale contro la valle. In Parlamento il Partito Democratico aveva chiesto di aumentare in modo strutturale quei fondi: una richiesta respinta dalla maggioranza di governo.
Di fronte alle proteste, il ministro Calderoli è arrivato a sostenere che i Comuni esclusi avrebbero fino ad oggi goduto “impropriamente” dei benefici della montagna. Parole che offendono comunità che da decenni resistono allo spopolamento con dignità e fatica.
Dove il Governo taglia, altri però scelgono di costruire. La Regione Emilia-Romagna, infatti, ha aumentato del 60% le risorse del proprio fondo per la montagna, per non lasciare indietro nessun Comune escluso. È la prova che scelte diverse sono possibili: dipendono dalla volontà politica.
Nicola Bernardi
Segretario provinciale del Partito Democratico di Parma